Tragitto Firenze – Lyon

April 30, 2010

percorso:

Le alternative: (1) Genova o (2) Bologna

(1)    Firenze – Genova – Alessandria – Torino – Frejus – Lione

(2)    Firenze – Bologna – Piacenza – Alessandria – Frejus – Lione

La seconda è un po’ più lunga (di una dozzina di km) ma permette di evitare Genova e una trafila infinita di gallerie.

mezzo:

Polo 6N (3a serie) del 1996 – 1.9 L Diesel,  4 cilindri (47 kW; 63 cavalli)

Pedaggi:

Italia I/F* Francia
al km 390 401 428 440 488 505 608 691
27.9 1.4 1.1 3.6 5.1 11 10.9 10.3
*Tunnel Italia-Francia

Per raggiungere Lione si passa dal traforo del Frejus in Piemonte: 13 km di galleria con il limite di 70 km/h. Le tariffe sono un po’ un furto: 35.1 € per la corsa semplice e 43.7 € per andata e ritorno da farsi nell’arco di 7 gg; per i più assidui ci sono 10 corse per 109.3 € che valgono 2 anni (11 € la corsa).

tempo impiegato:

partenza FI: 11.30 – arrivo LY: 19.15 = totale 7 h 45

soste: 10′ + 30′ + 5′ = 45 min –> totale senza soste 7h

distanza:

tot. 715 km

costo totale del viaggio:

pedaggi (71.3) + gasolio (35) = 106 Euro

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Tim Brasil

April 26, 2007

Quegli abbuffini di Telecom Italia sono arrivati pure in Sud America. In poco tempo in Brasile hanno guadagnato quote di mercato sulle altre compagnie di telefonia mobile (Vivo e Claro sono quelle che come Tim coprono gran parte del paese). C’è da riconoscere che Tim è stata la prima a raggiungere la maggior copertura GSM del Brasile, cosa non facile visto che la sua superficie è 28 volte quella dell’Italia e in molti casi poco accessibile e con poche infrastrutture. Tim Brasil gode sicuramente di ottima salute e in un’economia in espansione come quella brasiliana gli affari non possono che prosperare. I margini di crescita del mercato di telefonia mobile in Brasile sono enormi, è facile immaginare che nei prossimi anni il numero delle utenze crescerà di molto e non c’è da stupirsi se sia proprio un gruppo messicano ad interessarsi all’acquisto di Telecom Italia. La scelta di Telecom Italia qualche mese fa di vendere Tim Brasil a prezzo di banane ha lasciato almeno i brasiliani esterrefatti: gli italiani si trovano per le mani un pozzo d’oro e che fanno? decidono di venderlo ad un prezzo ridicolo…. Ma che se la comprino americani o messicani perché questi barbogi rubagalline che si riempiono le tasche finché possono e poi svendono a cavolo ci hanno già divertito. La classe dirigente italiana dimostra ancora una volta lungimiranza zero, salvaguardia dei propri interessi finché è possibile, zero rispetto per chi lavora e si fa il culo.

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La Tim ha sicuramente esportato il suo modello di pubblicità invasivo e petulante. Cartelli e cartelloni sono disseminati per il Brasile intero anche nei posti più impensati.